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Carciofi, finocchi e arancia in insalata: il gusto che non ti aspetti!

Carciofi, finocchi e arancia in insalata: il gusto che non ti aspetti!

Carciofi, finocchi e arancia in insalata, è un piatto fresco nato dopo una golosa chiacchierata con Rosa, la mia collega. Tra un lavoro e l’altro, è uscita fuori l’idea di provare  questa gustosa e  sorprendente insalata di fine inverno, davvero stuzzicante che garantisce, grazie all’arancia, 

Cima alla Ligure

Cima alla Ligure

lentezza e passione per la cima alla ligureCima alla Ligure

Ieri pomeriggio, passando davanti alla macelleria Radice, lo storico macellaio di Cogoleto, non ho resistito: ho preso il taglio di carne giusto per preparare la Cima alla Ligure. È uno di quei piatti che profuma di tradizione di famiglia, lo stesso che Fabrizio De André ha reso poetico in A Cimma (dall’album Le Nuvole, 1990), cantando in genovese i gesti quasi magici di chi lo prepara.”


Çê serèn, tæra scùa

carne tennia no fâte neigra
no tornâ dùa…
Bell’oëgê straponta de tutto bon
primma de battezâlu ‘nto preboggion
con dui agoggioin drïto in punta de pê
da sorvia in zù fïto ti â ponziggiæ.. »

» Cielo sereno terra scura

carne tenera non diventare nera
non farti dura…
Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritto in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai »


INGREDIENTI 

per il ripieno della Cima alla Ligure:

  • un taglio di pancia di vitello piegata e cucita in modo da formare una tasca di circa 800 gr di peso
  • 200 gr di animelle cervella, laccetti, filoni
  • 9 uova
  • una manciata di pinoli pisani
  • pane raffermo bagnato nel latte
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • un mazzetto di maggiorana
  • funghi secchi
  • piselli sgusciati
  • un carciofo
  • un mazzetto di bietole
  • mezzo spicchio d’aglio

per il brodo:

  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • sedano
  • sale
  • uno spicchio aglio
  • un chiodo di garofano 

Cima alla LigurePREPARIAMO IL RIPIENO:

In una terrina capiente aggiungete:

  • la mollica di un panino, ammollata nel latte, strizzata e sminuzzata utilizzando il coltello o la mezzaluna
  • 8 uova poco sbattute
  • il carciofo affettato fine,
  • un pugnetto di pinoli,
  • le bietole tagliate a coltelo,
  • uno spicchio d’aglio schiacciato,
  • i funghi secchi ammollati nell’acqua tritati grossolanamente
  • una manciata di piselli
  • il parmigiano grattugiato
  • la maggiorana in dose abbondante
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaio di olio
  • le animelle (cervella, lacetti, filoni) cotte in padella con l’aggiunta di poco olio e poi tritate.

Cima alla Ligure

Mescolate bene il tutto con una forchetta e lasciate riposare mentre vi dedicate a cucire la cima, nel caso il macellaio non l’abbia già fatto per voi.

Il taglio di carne va piegato a metà e cucito su tre lati e un pò con un filo di cotone spesso. Ricordatevi di lasciare un’apertura abbastanza ampia, così da poter riempire facilmente la tasca con l’aiuto di un cucchiaio. Ultimato il lavoro di cucitura, riempitela di acqua per testare il vostro lavoro. Se non ne uscirà neppure una goccia, avrete fatto un buon lavoro altrimenti dovrete ripassare le cuciture nei punti più deboli.

RIEMPIAMO LA TASCA

E se volete rendere il ripieno ancora più saporito, potete aggiungere qualche pezzetto di prosciutto cotto o mortadella.

Passate quindi a farcire la tasca con il ripieno, distribuendolo in modo uniforme.

Prima di chiudere l’ultima parte dell’apertura, inserite due carote tagliate a metà per il lungo e un uovo intero, facendo attenzione a non rompere il tuorlo.

A questo punto, terminate di cucire l’imboccatura e la vostra Cima alla Ligure è pronta per la cottura

Cima alla Ligure

PREPARIAMO LA COTTURA

In una capiente pentola da brodo mettete a scaldare circa 3 litri di acqua, aggiungete una cipolla bianca, due carote, un gambo di sedano e poco sale.

Quando l’acqua sarà calda ma non bollirà ancora, prendete dolcemente la cima e immergetela su e giù qualche volta nell’acqua prima di immergerla completamente. Con l’ago utilizzato per la cucitura, provvedete a bucarne la superficie prima che l’acqua prenda bollore…questo servirà a far si che non scoppi durante la bollitura…
Cima alla LigureUna volta immersa nell’acqua calda questo “bel cuscino”  dovrà cuocere a fuoco molto delicato per almeno due ore, due ore e mezzo.. ed a questo punto, per chi lo desiderasse, è il momento della preghiera di De Andrè “Carne tenera non diventar nera, non diventar dura.
A cottura ultimata scolate la Cima alla Ligure e avvolgetela ancora calda nella carta stagnola. 
Lasciatela quindi raffreddare la Cima alla Ligure per almeno 4 ore premuta sotto un peso e protetta da un contenitore che ne raccolga il brodo di cottura che dovesse uscirne, cioè mettete come diceva zia Valeria, in carregioea.
(io la preparo di pomeriggio e la lascio sotto il peso tutta la notte).
(*) La carregœia consiste nel porre la Cima schiacciata da un peso a nostra scelta. Ciò fa si che si compatti ed espella i liquidi in eccesso dopo la cottura, per circa due orette. È un’antica usanza, molto efficace che però in molti non riportano. “Metter in carregœia” è un termine antico, tradizionale
Cima alla Ligure
Quando sarà raffreddata tagliatela a fettine non troppo spesse e servire accompagnata da insalata verde.
 
Una parola sul liquido di cottura.. il brodo di cima è fantastico perché viene insaporito dai succhi e dalle parti del ripieno che fuoriescono durante la bollitura rendendolo così indimenticabile…
provatelo con il riso…

cima alla ligure

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Torta all’arancia light

Torta all’arancia light

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Non ho fatto in tempo ad impiattarla per le foto di rito, che era già quasi finita! Ho infatti provato a servire la torta all’arancia tiepida, accompagnata da una pallina di gelato fiordilatte,  per creare il contrasto caldo freddo….
ecco a voi gli ingredienti..


torta all'arancia gli ingredienti
Ho infatti provato a servire la torta all’arancia tiepida, accompagnata da una pallina di gelato fiordilatte,  per creare il contrasto caldo freddo….

ecco a voi gli ingredienti..

#Torta #arancia #mammaluci #tortaallaranciaINGREDIENTI

  • farina 0 200 gr
  • farina di riso 60 gr
  • zucchero di canna 80 gr
  • burro 80 g
  • 3 cucchiai di vin santo
  • due arance bio non trattate
  • due uova
  • una bustina di lievito in polvere


PROCEDIMENTO 

#Torta #arancia #mammaluci #tortaallaranciaIn una ciotola mescolate con la frusta lo zucchero, il burro ammorbidito e i tuorli finché non otterrete un composto soffice e spumoso; io ho usato la planetaria  per circa 15 minuti.
Unite poi la scorza dell’arancia grattugiata fine, ed il suo succo filtrato.
Finite incorporando, poco per vota, le farine setacciate con il lievito.
Montate gli albumi a neve ferma aggiungendo un pizzico di sale e uniteli delicatamente all’impasto.
Imburrate una teglia, (ho utilizzato la classica diametro 24 cm) e spolverizzatela con un pizzico di farina.
Adagiate poi il composto. 
#Torta #arancia #mammaluci #tortaallarancia
Guarnite la superficie con fettine sottili di arancia, (ho lasciato la buccia) e spolverizzate con un po’ di zucchero di canna.
Infornate la torta in forno caldo e cuocete per circa 35 minuti.
#Torta #arancia #mammaluci #tortaallaranciaTogliete dalla teglia, adagiate nel piatto e spolverizzate con poco zucchero a velo.
Ho servito accompagnata da una pallina di gelato Fior di Latte

#Torta #arancia #mammaluci #tortaallarancia

E se poi volete renderla ancora più ricca la torta all’arancia, provate a farcirla con la marmellata di arancia preparata seguendo la mia ricetta che troverete qui….. golosissima!
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Conchiglie Carciofi e Salmone, una pasta veloce veloce Con un condimento sano e leggero, che si prepara nel tempo che l’acqua impiega per bollire, può essere un modo utile per terminare gli avanzi di salmone affumicato. INGREDIENTI PER DUE PERSONE: 200 gr conchiglie o altro formato 

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Ecco qui un’altra ricetta recuperata trai ricordi di casa, che preparo ancora  regolarmente… quando ero bambina la zia cuoca in dialetto ligure la chiamava “Axerti co-i posci“, cioè “Sgombri con i piselli”;  axerto (deriva dalla parola latina “lacerto” cioè muscolo) Come tutti i pesci azzurri lo 

Filetto in crosta per una festa importante

Filetto in crosta per una festa importante

#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla WellingtonEcco la ricetta del Filetto in Crosta che ho preparato per il pranzo di Natale.. potete trovare questa ricetta anche con il nome di Filetto alla Wellington
È stato un piacere cucinarlo e servirlo ai miei amici più cari, ospiti, come vuole da sempre la tradizione, per il pranzo di Natale.
Con la ricetta che vi descrivo ho preparato un arrosto sufficiente per circa 14 porzioni abbondanti
Importante per la riuscita della ricetta è utilizzare un filetto di manzo di ottima qualità.. 

Il mio filetto è stato acquistato in un piccolo allevamento a conduzione familiare di Villa Faraldi, un piccolo paese sulle colline liguri alle spalle di Diano Marina nel cuore della Riviera dei Fiori.#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla Wellington
 

INGREDIENTI

  • 2,5 kg di filetto di manzo
  • 2 rotoli di sfoglia pronta
  • 150 gr di lardo
  • Senape
  • Sale
  • Pepe
  • Alloro
  • Rosmarino
  • Olio evo
  • Mezzo bicchiere di latte 

PREPARAZIONE

Per prima cosa salare il filetto e  insaporirlo inserendo tra la carne piccoli pezzi di alloro.
Preparate un trito di rosmarino e pepe ed utilizzatelo per spolverare in modo omogeneo tutta la superficie della carne.
Lasciate riposare la carne a temperatura ambiente in modo che si scaldi per almeno mezz’ora.
Legate il filetto con dello spago per alimenti in modo che la carne rimanga compatta durante la fase di rosolatura.

 

COTTURA IN PADELLA

Questa prima fase è necessaria per creare una crosticina sulla superficie del filetto, mantenendo la carne all’interno morbida e succosa. Si esegue utilizzando una capiente padella antiaderente, nella quale avrete iniziato scaldando due cucchiai di olio evo. 

Continuate poi a rosolare per bene tutta la superficie del filetto facendo attenzione a non bucarlo con la forchetta mentre lo girate.

#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla Wellington

Rosolare bene per circa 25/30  minuti, regolatevi voi, attenzione a non farlo cuocere troppo! i miei ragazzi sono amanti della carne cruda, quindi devo stare molto attenta a lasciare il cuore molto al sangue..

Mettete poi il filetto a raffreddare su una griglia. Io uso quella in dotazione al microonde..

Nel frattempo srotolate la sfoglia e ricopritela con le fettine di lardo.

Quando il filetto sarà freddo eliminate lo spago, e adagiatelo dolcemente sul lardo dopo averlo spalmato con la senape. 
 

COTTURA AL FORNO#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla Wellington

Avvolgete la carne nella sfoglia facendo ben aderire i bordi   utilizzando il latte per inumidirli.
Con la sfogliaa avanzata decorate la superficie del filetto.
#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla WellingtonQuesta volta ho tagliato gli avanzi di sfoglia con la rotella e mi sono divertita ad incrociare le strisce sulla superficie come se fosse un cestino.
Con un pennello bagnate tutta la superficie della sfoglia con un pò di latte.
Preriscaldate il forno a 190° C.#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla Wellington

Posizionate l’arrosto avvolto dalla sfoglia su una teglia aiutandovi con la carta da forno su cui è avvolta la sfoglia.


Infornate e cuocete finché la sfoglia non sarà perfettamente dorata, occorreranno circa 30 minuti..

Sfornate e disponete su un tagliere, portate in tavola per affettare e servire.

Come contorno ho preparato una teglia di croccati patate sabbiate al forno che ben si uniscono al sapore della carne… Successo assicurato!

#filetto in #crosta #arrosto #wellington Filetto alla Wellington
Con questa ultima ricetta, scritta alle ore 01.00 del 30 dicembre dopo una splendida serata di neve, musica e fuochi artificiali a Cervinia con i miei amici (quelli del pranzo di Natale), dichiaro ufficialmente chiusa la mia attività per questo 2013…

Grazie di cuore a tutte le persone che mi hanno letto e seguito, è stata una vera soddisfazione cucinare e scrivere per tutti Voi.

Vi auguro un radioso 2014, carico di tante bontà da gustare…AUGURI a tutti….Luci                                             

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Moscardini in umido con cous cous

Moscardini in umido con cous cous

Nella mia famiglia il Santo Natale si festeggia con il pranzo del 25 quando una flotta di bambini anzi, ormai di ragazzini che riempiono di calore la  casa. La sera della Vigilia è il momento dell’attesa.. rientrano i ragazzi dal bivacco degli scout (e finalmente 

Un piccolo regalo di Buon Natale

Un piccolo regalo di Buon Natale

Un piccolo regalo di Buon Natale Ecco a Voi un piccolo Regalo di Buon Natale, per augurarvi di trascorrere una giornata in serenità e possibilmente in compagnia dei vostri affetti più cari! Ho trovato in rete queste calde frasi che mi sono sembrate davvero molto 

Apple Pie di aunt Dixie

Apple Pie di aunt Dixie


foto 2-11-2Ho la fortuna di avere negli Stati Uniti, in Oregon per la precisione, alcuni tra i miei affetti più cari…una zia e diversi cugini con cui tengo contatti frequenti, anche grazie alle nuove tecnologie…

Così, seguendo le indicazioni di aunt Dixie, cuoca provetta e ottima conduttrice di una deliziosa tavola calda Martinotti’s Cafe & Deli  con “Italian food market corner”,  nel cuore di Portland, ho provato a preparare un Apple Pie, la tradizionale torta di mele ripiena, quella di “Nonna Papera”, per capirci! 
La ricetta è semplice e di facile esecuzione, il risultato garantito… per renderla più digeribile inoltre ho dimezzato la dose di burro che mi ha consigliato Dixie ottenendo un risultato comunque ottimo. La ricetta è peraltro interessante in quanto non utilizza le uova, sostituite  per la  spennellatura finale della sfoglia di copertura, con il latte.
Vi lascio qui le dosi che ho utilizzato per una teglia da 24 cm di diametro.

#applepieINGREDIENTI

per la sfoglia:

300 gr di farina 00
un pizzico di sale fino
130 gr di burro
70 ml di acqua ghiacciata

per il ripieno: 

1 kg di mele renette
120 gr di zucchero di canna
il succo e la buccia di un limone
un cucchiaino di cannellla in polvere
una grattugiata di noce moscata
un cucchiaio di farina

PROCEDIMENTO

Tagliate il burro in piccoli pezzi e mettetelo in freezer per qualche minuto. Trasferitelo poi nel contenitore del robot da cucina insieme alla farina e al sale e frullare velocemente fini ad ottenere un composto omogeneo.
#applepieMettete il composto ottenuto in una ciotola e impastatelo velocemente con la farina fino ad ottenere una palla compatta, non serve impastare molto.

Se l’operazione risultasse difficoltosa perché l’impasto è appiccicoso, lasciatelo raffreddare in frigo per qualche minuto.

Ricordatevi che per ottenere una sfoglia friabile è importante che il burro sia lavorato a freddo, senza che si sciolga. 

Dividete l’impasto in due parti uguali, infarinate, ricoprite con la pellicola trasparente e lasciare riposare in frigo per una buona mezz’ora.

Nel frattempo preparate il ripieno lavando e sbucciando le mele e tagliandole poi in fettine sottili. 

Trasferitele in un contenitore insieme al succo del limone, e alla buccia grattugiata.

Aggiungete un pizzico di sale,il cucchiaio di farina, lo zucchero di canna e insaporite con cannella e una grattata di noce moscata  (io solitamente abbondo, dipende dal gusto personale).
Tirate fuori la pasta dal frigo e stendetela velocemente con l’aiuto di un mattarello su una superficie ben infarinata. Dovete formare due dischi di circa 30 cm di diametro per foderare la teglia da 24 cm. Ricoprite la teglia con la sfoglia.
Adagiate sul fondo le mele aromatizzate.
Ricoprite con il secondo disco di pasta.
Sigillate la torta facendo aderire bene i bordi e schiacciandoli coni rebbi di una forchetta.
Tagliare la superficie della copertura in modo da far uscire durante la cottura l’aria calda.
Con la sfoglia rimasta potete decorare la superficie come meglio credete, poi spennellate con il latte e, se volete, aggiungete una pizzicata di zucchero di canna.

#applepie
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti circa.
Servite tiepida  e spolverata di zucchero a velo    dopo averla  fatta  raffreddare all’aperto, sul davanzale della finestra, proprio come Nonna Papera!!